Corno alle Scale

Ciaspolate

Le origini delle ciaspole sono remote quanto l’esigenza dell’uomo di muoversi su terreni innevati. Per secoli le racchette da neve hanno rappresentato la sola soluzione praticabile per compiere determinati spostamenti in aree dove la neve ricopre l’ambiente per molti mesi all’anno. Infatti, con la loro dimensione e la loro struttura permettono di camminare sulla neve, senza sprofondare.
Trovare un modo per muoversi anche in condizioni climatiche estreme come quelle invernali, era una necessità: le testimonianze più antiche arrivano addirittura dalla preistoria con graffiti che mostrano come i cacciatori del tempo potevano galleggiare sulla neve grazie all’uso di grandi appendici ai piedi.
Il nome deriva da alcune voci dialettali del Nord Italia: secondo alcuni l’origine viene dalla Val di Non, secondo altri dalle vallate occitane piemontesi; in generale si può dire che l’etimo è diffuso un po’ ovunque nelle Alpi.
Un tempo le racchette da neve erano fatte da un intreccio di corde su un supporto di legno, legate agli scarponi ; ora non sono più di legno e corda ma di plastica o metallo con attacchi simili a quelli dello snowboard ma con la possibilità di alzare il tacco come nello sci di fondo per consentire una progressione più facile sia in pianura che in salita.

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Panorama Alba al Corno a quota 1939

Alba a quota 1939

Ore 3:45, torce frontali, e con il  buio intorno arriviamo lassù, a quota 1939 da dove potremmo ammirare uno spettacolo senza uguali: l’alba dal Corno alle Scale.

Non ci saranno parole adatte, né aggettivi per descrivere l’inizio di un nuovo giorno: ci saranno solo i primi raggi del sole che, con tutti i colori  possibili, inonderanno l’orizzonte e faranno scomparire la fatica della levataccia e della salita.

Dopo uno spettacolo straordinario come l’alba arriveremo all’iconico rifugio Duca degli Abruzzi al Lago Scaffaiolo per la colazione, per poi ridiscendere al punto di partenza.

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